Di Katy Romy, Thomas Kern Sabine Weiss ha utilizzato la luce per trasmettere emozioni attraverso la fotografia, non per mettersi in mostra. L’importante, per lei, è il lavoro in sé. Di esporlo non le importa un granché. A 92 anni, l’ultima rappresentante della scuola umanista si è però arresa e ha accettato di mostrare la sua storia in una retrospettiva che fa tappa in Svizzera, suo paese d’origine. Artista, femminista, fotografa umanista, Sabine Weiss non vede di buon occhio le etichette: “Non mi piace essere classificata, perché ho fatto talmente tante cose”. Una fotografia riuscita? “Deve essere semplice e commuovere”. Ed è così che Sabine Weiss ha sempre vissuto; una vita fuori dal comune ma semplice. Grazie alla sua sensibilità ha trasformato scene ordinarie in immagini senza tempo. Ha fotografato i bambini della strada e i grandi della sua epoca con la stessa semplicità, catturando sempre la nobiltà dell’istante. A…

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